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                                              Passeggiate d’Autunno in Val di Sole

 

 

Arriva piano piano colorando i primi ramoscelli dei larici. L’autunno si fa sentire e si fa vedere. Tutto lentamente si colora e nel bosco si sentono i primi bramiti dei cervi in amore, gli scoiattoli scorrazzano di qua e di la nel sottobosco per farsi la scorta di cibo e il picchio lo senti battere sui tronchi degli alberi in cerca di larve e insetti.

Queste sono le emozioni che abbiamo provato nel camminare nel bosco in Val di Sole negli ultimi giorni di settembre e vogliamo condividere queste tre passeggiate e tutte queste emozioni proprio con voi.

Al Malghet di Terzolas.

 

 

 

 

Io ed Elisa siamo partite a piedi dal Solasna e abbiamo percorso il Sentiero Val di Sole fino a Terzolas al parco dei castagni secolari in località Banchje sopra il paese, ci s’impiega un’ora abbondante ma il sentiero fin qui è pianeggiante e comodo.

Abbiamo imboccato la strada forestale che sale verso Cima Vese e il Malghet di Terzolas. E’ lunga e a tratti ripida, un sentiero, il 117 A taglia i tornanti e noi a tratti abbiamo preso questo.

Si sale e si sale tra cespugli di rosa canina e castagni carichi di ricci e a un tratto incontri sul sentiero il Sas dele Strie, un posto davvero particolare con due enormi massi con scritte e croci scavate e una sorgente. Sul libro “Le pietre ci parlano” del nostro amico Luca Webber sono descritti nei particolari questo masso e altri massi coppellati e incisi ritrovati e catalogati  dall’Associazione Val di Sole Antica.

 

 

 

Dopo circa un’ora e mezza si arriva al Malghet di Terzolas, quello basso e dopo altri trenta minuti a quello alto. Noi ci siamo fermate a quello basso perché era già tardo pomeriggio e il panorama e lo spettacolo che ci siamo trovate davanti ripagano la fatica. Il Malghet da quest’anno è monticato a capre e abbiamo avuto modo più volte durante l’estate di assaggiare il loro formaggio davvero straordinario.

E’ un’escursione che merita, in autunno più che mai. Se per voi è troppo lunga, si può tranquillamente raggiungere l’abitato di Terzolas in auto e iniziare qui l’escursione.

Camposecco, in Val di Rabbi.

Sono innamorata di questa parte di Val di Rabbi. E’ selvaggia e meno frequentata di altre. In autunno poi rischi di non incontrare un’anima vivente su due piedi, solo qualche animale selvatico. Si sente nel silenzio del bosco e sul versante opposto alla montagna, sul Monte Sole, il bramito ancora un po’ timido del cervo in amore.

 

 

 

 

Sono partita da Malga Stableti, dove ho bevuto un buon caffè fatto con la moka e servito con il sorriso e poi, dalla Malga ho preso il sentiero ben segnalato che mi ha portato in un’ora al Bait di Camposecco.

 

 

Penso di aver esclamato ohhhh 200 volte in quella mattina, il cielo aveva mille sfumature, dal grigio all’azzurro. Le ombre degli abeti e il sottobosco carico di muschio rendevano la salita ovattata, sembrava di essere in una fiaba e mancavano solo elfi, fate e folletti. La salita è ripida e si arriva a Camposecco dopo circa un’ora, ti accoglie il rumore dell’acqua della fontana e una croce che ti annuncia che sei arrivata. Il bait dal sentiero si mostra già bello e imponente, se siete fortunati come me ad accoglierti è il profumo della legna che brucia nella stufa che chi è passato prima di te ha lasciato bruciare dolcemente. Sono entrata nel baito ed ho trovato un tepore e un profumo di caffè che mi hanno fatto commuovere. Sembrava che qualcuno mi aspettasse ma erano solo le tracce di chi aveva dormito lì la notte, aveva lasciato il baito (in perfetto ordine) da pochi minuti. Cambio maglietta ed ho approfittato per farla asciugare e scaldarmi sulla stufa tiepida. Ho messo legna e riacceso la stufa e mi sono rincuorata con un buon caffè.

 

 

 

 

Me lo sono goduto tutto, la moka da sei, sulla panchina fuori, ho ammirato il panorama che si affaccia sulla splendida Val Cercen, da Malga Fratte alta alla Monte Sole bassa e alta, a malga Fassa e malga Cercen per poi finire alla malga Tremenesca alta. Ho puntato il dito verso una delle malghe sul versante opposto e mi sono detta: domani voglio andare li! Ed è proprio lì che vi porto ora, a Malga Cercen Alta.

 

Malga Cercen

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Evviva l’autunno che mi fa sentire libera di scorazzare qua e la per i miei monti. Mi rendo conto di quanto sono fortunata e m’incammino ogni volta con uno zaino colmo di gratitudine. Ho parcheggiato al parcheggio Fontanon, la strada fino a fine settembre è aperta fin qui. Ho preso la strada che sale a destra, ho attraversato un bel ponticello tra le mucche di Malga Stableti che andavano al pascolo. Mucche e malgari temerari che stanno in Malga fino a metà ottobre.

 

 

 

La strada è comoda e il panorama mozzafiato, cavalli e asini al pascolo che mi guardavano curiosi quasi si fossero già scordati di noi umani, di qui nelle settimane scorse di gente ne é passata davvero parecchia. Io invece a settembre e in un giorno infrasettimanale mi sono goduta silenzio e solitudine. Dopo un’ora di strada sono arrivata a malga Cercen bassa, bella con un bellissimo affaccio sulla valle sottostante e il passo Cercen sopra la testa che mi richiama e m’invita a valicarlo. Lo farò presto ma non da sola e con un briciolo di attrezzatura in più. Ho davvero tanta voglia di salire al passo Cercen dalla Val di Rabbi e scendere in Val di Pejo. A me piacciono troppo le traversate da una valle all’altra dalle cime dei monti.

 

 

 

 

Ho sbranato un panino e mi sono goduta un thermos  di the caldo sui tavoli al sole e mi sono gustata pane di segale con speck e casolet e il cielo che cambiava sfumature in continuazione. Fine settembre ha colori stupendi anche con il cielo grigio azzurro.

 

Mezz’ora di strada e si arriva alla malga alta. Che posto! Bello, macchie di mirtilli rossi ovunque sentieri che proseguono verso le altre malghe e verso il passo Cercen. Cervi e il rumore dell’acqua.

 

 

In questi giorni ho pensato spesso ai diciotto principi per la felicità del Dalai Lama e in modo particolare a questi quattro punti, dove dice:

  • Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.
  • Condividi la tua conoscenza. È un modo di raggiungere l’immortalità.
  • Sii gentile con la Terra.
  • Almeno una volta l’anno vai in un posto dove non sei mai stato prima.

 

Li ho messi in pratica in questi giorni e mi va di condividerli con voi augurandovi un autunno colorato come quello che sta arrivando qua tra le mie montagne.

Nicoletta